CATTOLICESIMO ITALIANO E FUTURO DEL PAESE: NOTA SETTIMANALE

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” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana.
” “Tre fili portano al tema, così urgente, del VII Forum del progetto culturale, "Cattolicesimo italiano e futuro del Paese", in programma il 2 e 3 dicembre.
” “Prima di tutto il percorso complessivo del progetto culturale e dei suoi forum, il primo dei quali si era svolto nell’autunno del 1997. Nei cinque successivi appuntamenti si sono messe a tema le novità, i cambiamenti nella cultura e nella società tra i due secoli, per farli reagire, nell’appuntamento più recente, lo scorso dicembre, con il patrimonio del Vaticano II, a quarant’anni dalla sua celebrazione.
” “Per certi aspetti si tratta ora di trarre le opportune conseguenze di questo processo di discernimento, di elaborazione e di confronto. Con la prima domenica di Avvento e un importante appuntamento di riflessione a Palermo, è infatti ufficialmente iniziato il percorso verso il IV Convegno ecclesiale italiano, in programma a Verona nell’autunno 2006 sul tema "Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo": e qui la parola testimoni rappresenta lo snodo essenziale, tanto per i singoli che per la Chiesa nel suo complesso. È questo un secondo filo di riferimenti che porta al tema del Forum e di qui viene rilanciato. Parlare di testimonianza invita, infatti, ad andare all’essenziale e proiettarlo sull’Italia, sull’attualità e sul futuro. C’è molto progetto culturale dentro il cammino per Verona e ci sarà con ogni probabilità bisogno di molto progetto culturale per procedere dopo il Convengo ecclesiale, negli "ambiti di testimonianza" indicati nel documento preparatorio.
” “Siamo così al terzo ordine di sollecitazioni che attraversa il Forum. L’aggrovigliato dibattito pubblico di questi mesi ha messo in evidenza una questione "politica" che riguarda l’insieme della società italiana, la sua capacità di progettare un futuro, a partire dalla propria peculiare identità e dalle sue risorse, cui deve sapere guardare senza complessi, con realismo, ma anche con fiducia. Tra queste indubbiamente c’è il cattolicesimo italiano,una Chiesa di popolo, ovviamente "semper reformanda".
” “Questioni complesse non hanno risposte semplici. Sollecitano, però, ad una riflessione impegnata e progettuale, a guardare decisamente in avanti, senza indulgere a vecchie categorie, a vecchi schemi, ad antichi steccati.
” “Questo, in concreto, significa accettare la sfida della frammentazione, del pluralismo, della complessità, del confronto e del dialogo a tutto campo, senza dimenticare – ed è questa l’essenziale lezione del Concilio – una grande chiarezza sull’essenziale. Questo patrimonio e l’apertura alla speranza, alla fiducia, al futuro che ne consegue, può essere un "valore aggiunto" che i cattolici offrono al Paese tutto, nella sua identità e nella necessaria, rinnovata, prospettiva europea e mondiale.