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“Anche se costretta ad un nuovo ruolo e ad una nuova identità, la persona vedova è e rimane ‘famiglia’; una famiglia forse più fragile perché mutilata, che ha diritto a ricevere solidarietà e a beneficiare di concrete azioni di sostegno da parte delle istituzioni”. E’ quanto ha dichiarato stamani al Sir Amelia Cucci Tafuro, presidente de “Il Melograno”, associazione per i diritti civili delle persone vedove (in Italia, secondo l’anagrafe nazionale, oltre 4 milioni e mezzo) che oggi, presso la Camera dei Deputati, ha promosso il primo convegno nazionale su “La famiglia vedova: identità, progettualità, politiche”. Costituitasi nel 2001, “Il Melograno” conta attualmente oltre 350 iscritti e 4 sportelli operativi a Lecce, Padova, Milano e Bologna. “In un Paese nel quale si parla di separazioni, divorzi, famiglie di fatto e famiglie omosessuali – prosegue Tafuro – noi persone vedove non facciamo notizia, ma siamo stanchi di essere ‘invisibili'”. Quali le richieste? “Non vogliamo essere considerati un problema – risponde -; chiediamo, in particolare, specifiche politiche di sostegno a livello nazionale, regionale e locale; agevolazioni fiscali; misure di conciliazione per i coniugi superstiti tra i tempi del lavoro e quelli da dedicare alla famiglia”. Nel messaggio inviato ai partecipanti, il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, ha affermato: “Le responsabilità legate al mantenimento e all’educazione dei figli”, che “a causa della perdita di un coniuge gravano sulle spalle di un solo genitore, vanno sostenute e accompagnate con giustizia e solidarietà perché anche queste famiglie contribuiscono al bene di tutta la società”.