MATRIMONI ISLAMO-CRISTIANI: NOTA DELLA CEI, "L’ESPERIENZA INDUCE A SCONSIGLIARE QUESTI MATRIMONI"

"Le coppie miste di cattolici e musulmani che intendono oggi formare una famiglia, alle difficoltà che incontra una qualsiasi altra coppia, devono aggiungere quelle connesse con le profonde diversità culturali e religiose". Si apre con questo avvertimento la nota su "I matrimoni tra cattolici e musulmani in Italia. Indicazioni della Presidenza della Conferenza episcopale italiana" presentata questa mattina al convegno nazionale Cei dei delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso in corso fino a mercoledì 30 novembre a Roma . "L’esperienza – si legge nella nota – mostra come sia rilevante, per esempio, la scelta del luogo di residenza della futura coppia e la fondata previsione di restarvi nel futuro: lo stabilirsi in Italia, o comunque in Occidente, offre al vincolo matrimoniale (e alla parte cattolica in particolare) maggiori garanzie, che invece nella maggior parte dei casi vengono meno quando la coppia si trasferisce in un Paese islamico". "L’esperienza maturata negli anni recenti – afferma la nota della Cei – induce in linea generale a sconsigliare o comunque a non incoraggiare questi matrimoni". La nota elenca tutta una serie di difficoltà: la "fragilità intrinseca di tali unioni, i delicati problemi concernenti l’esercizio adulto e responsabile della propria fede cattolica da parte del coniuge battezzato e l’educazione religiosa dei figli, nonché la diversa concezione dell’istituto matrimoniale, dei diritti e doveri reciproci dei coniugi, della patria potestà e degli aspetti patrimoniali ed ereditari, la differente visione del ruolo della donna, le interferenze dell’ambiente familiare d’origine". Sono tutti elementi – scrive la nota – che costituiscono elementi che non possono essere sottovalutati né tanto meno ignorati che potrebbero suscitare gravi crisi di coppia, sino a condurla a fratture irreparabili". (segue)