SANTA SEDE: ISTRUZIONE SUL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE DI PERSONE CON TENDENZE OMOSESSUALI, "UN GROSSO COMPITO SPETTA AL DIRETTORE SPIRITUALE" (4)

"Se un candidato pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale , così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza dal procedere verso l’ordinazione" afferma l’Istruzione entrando nello specifico. "Nel discernimento dell’idoneità all’Ordinazione, – si legge- spetta al direttore spirituale un compito importante. Pur essendo vincolato dal segreto, egli rappresenta la chiesa nel foro interno. Nei colloqui con il candidato, il direttore spirituale deve segnatamente ricordare le esigenze della Chiesa circa la castità sacerdotale e la maturità affettiva specifica del sacerdote, nonché aiutarlo a discernere se abbia le qualità necessarie. Egli ha l’obbligo di valutare tutte le qualità della personalità ed accertarsi che il candidato non presenti disturbi sessuali incompatibili con il sacerdozio"."Rimane inteso – aggiunge l’Istruzione – che il candidato stesso è il primo responsabile della propria formazione. Egli deve offrirsi con fiducia al discernimento della Chiesa, del Vescovo che chiama agli ordini, del rettore del Seminario, del direttore spirituale e degli altri educatori ai quali il Vescovo e il Superiore Maggiore hanno affidato il compito di formare i futuri sacerdoti. Sarebbe gravemente disonesto che un candidato occultasse la propria omosessualità per accedere, nonostante tutto, Ordinazione".