“La consistenza dell’elettorato che ha votato No e il rifiuto del progetto di legge da parte di un alto numero di Cantoni, dimostrano che ogni altro tentativo di liberalizzare il lavoro domenicale è fortemente contrastato e probabilmente condannato a fallire”: lo afferma Franco Narducci, presidente nazionale delle Acli Svizzere commentando l’esito del referendum, svoltosi ieri sulla modifica della legge sul lavoro domenicale. Il messaggio lanciato dagli elettori e dalle elettrici “pare inequivocabile: il lavoro domenicale – spiega Narducci – deve restare un’eccezione. Una risposta così risicata a favore del Sì, che ha in sostanza spaccato il Paese in due, dimostra che vi è una fortissima resistenza contro la liberalizzazione del lavoro domenicale e che ogni altra iniziativa di legge è condannata all’insuccesso”.
Nelle grandi stazioni ferroviarie svizzere ora potranno lavorare di domenica anche le imprese dei servizi come banche e assicurazioni. Per questo, secondo il rappresentante delle Acli, si deve “temere l’effetto” che “stimolerà i supermercati ed altre imprese commerciali ad invocare la parità di trattamento,non solo nelle vicinanze delle grandi stazioni ferroviarie”. Narducci auspica che il Consiglio Nazionale “ne sia cosciente allorché la settimana prossima valuterà la mozione che propone la totale liberalizzazione del lavoro domenicale nel settore della vendita al dettaglio e dell’intero settore dei servizi” perchè il lavoro domenicale è “una eccezione che deve restare tale. La domenica racchiude i valori culturali, sociali e religiosi fondamentali come giorno di riposo collettivo. Ogni ulteriore estensione del lavoro domenicale è inaccettabile”.