IMPEGNO POLITICO: 700 GLI “ACLISTI” NELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI

Le Acli sono una sorta di fabbrica che sostiene la vita politica italiana: è quanto emerge dalla ricerca dell’Iref "Le Acli in politica", il cui dato saliente è che sono ben 700 gli ‘aclisti’ tra gli amministratori locali del nostro Paese. Gli stessi si riuniranno a Vercelli, venerdì e sabato, in assemblea per riflettere sull’impegno sociale oggi ("Democrazia associativa e municipalismo comunitario"). Nell’anticipare i risultati della ricerca, le Acli sottolineano che più della metà (54%) sono consiglieri comunali, provinciali o regionali; altri presiedono l’assemblea del Comune o della Regione (9%); quindi ci sono gli assessori (22%) e i sindaci (15%). Eletti in municipi piccoli o medi (84%), la maggior parte di loro (60%) si è candidata all’interno di liste civiche locali e indipendenti, mostrando una marcata autonomia rispetto al sistema partitico. Il 70% degli eletti fa comunque riferimento, diretto o indiretto, al Centro-Sinistra, il 16% al Centro-Destra, mentre il restante 14% non rivela una chiara appartenenza politica. Dalla ricerca presentata a Vercelli emerge che "il politico aclista, sa ascoltare la gente, perché in mezzo alla gente è sempre vissuto e continua a vivere". I valori cui si ispira sono: legalità, etica civica, solidarietà cristiana. Gli intervistati pensano che "un decisore locale proveniente dalle fila dell’associazionismo debba soprattutto tutelare i più deboli (42%) e saper ascoltare le istanze emergenti dal territorio (48%)". Buona parte di loro (73%) continua, nonostante l’incarico istituzionale, a promuovere iniziative d’impegno sociale nel territorio, sulla scia dell’esperienza precedentemente vissuta e mantenendo con le Acli uno stretto rapporto.