IRAN: PAX CHRISTI, PERCHÉ QUESTA SERA "NON SAREMO DAVANTI ALL’AMBASCIATA" (2)

Dopo aver elencato i motivi dell’assenza alla manifestazione che si terrà questa sera a Roma davanti all’ambasciata dell’Iran, Pax Christi aggiunge: "Questa sera preferiamo non esserci, ma non ci stancheremo di impegnarci con le donne  e gli uomini di buona volontà che: si indignano per parole che incitano all’odio e alla distruzione di un popolo e del suo stato e non ne diventano megafono; credono nel comune cammino dei popoli e rifiutano i distinguo che costringono a dividere l’umanità e a cancellarne o violentarne una parte; vivono gesti sinceri e costruttivi quali la giornata di amicizia cristiano-islamica (il 28 ottobre) o la giornata dedicata al dialogo con gli Ebrei che introduce l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani (in gennaio): ostinati al dialogo, sempre e con tutti; esigono una azione politica più responsabile (in Iran, in Israele, in Palestina, in Italia, in Europa, nel mondo intero); riconoscono nel rispetto delle risoluzioni dell’Onu, nel diritto internazionale e nei diritti umani, per tutti, la piattaforma essenziale di ogni scelta e azione condivisibile; chiedono il coraggio della non violenza nel linguaggio, nei gesti, nell’informazione, nella politica, nella religione, nell’educazione;  scelgono di fare il primo passo verso un mondo meno armato: mai alleati con i venditori di armi per affari come spesso invece chi protesta per l’atomica dell’Iran e ne possiede o progetta nuovi modelli; non temono di dire che lo stato di Israele ha il diritto di continuare a esistere e che lo stato Palestinese ha il diritto di nascere". 
Pax Christi conclude informando che "il 9 novembre 2005, anniversario della caduta del muro di Berlino, anniversario del sogno di un mondo nuovo, rilanceremo la Campagna “Ponti e non Muri” perché di gente costruttrice di ponti c’è bisogno, non di spudorati e interessati sostenitori di muri". ” “