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” “”La risposta concreta che come Chiesa calabrese possiamo dare ai giovani è quella di impostare una pastorale giovanile che aiuti a riscoprire la dignità di ognuno e quindi a vivere dignitosamente in questo lembo di terra”: lo ha detto al Sir mons. Vittorio Mondello, presidente della Conferenza Episcopale Calabra (Cec).
Per il presule – che è vescovo di Reggio Calabria-Bova – per far questo nella “nostra regione abbiamo bisogno di lavoro per i giovani oltre che di strutture ed infrastrutture come strade, collegamenti ferroviari, etc.”
Intanto sono giunti a Locri migliaia di giovani da ogni parte d’Italia per partecipare alla “Marcia della pace e della speranza” e per dire, ancora una volta no alla ‘ndrangheta e ad ogni forma di illegalità. Questa risposta spontanea e immediata dei giovani è “un segno di grande coraggio e di speranza ed è un esempio per tutti”, ha scritto Carlo Azeglio Ciampi in un messaggio al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino che ha promosso l’iniziativa insieme al sindaco di Cosenza, Eva Catizone.
“E’ dovere della Repubblica e di tutto il popolo italiano – ha aggiunto il presidente della Repubblica – spezzare in ogni parte del territorio nazionale le catene della paura e riaffermare i valori di libertà, di legalità e di uguaglianza solennemente sanciti nella nostra Costituzione repubblicana”.
Nel giorno in cui si celebra l’unità nazionale, ricorda il Capo dello Stato, la presenza a Locri di cittadini e istituzioni di differenti città, province e regioni manifesta “la vicinanza dell’intera nazione ai calabresi”.
I giovani calabresi, che dall’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, sono divenuti il simbolo della Calabria onesta, non vogliono restare soli in questa battaglia contro l’illegalità: chiedono l’impegno delle istituzioni, come hanno fatto ieri partecipando ed intervenendo ad una seduta del Consiglio regionale che si è impegnato ad istituire un “Forum permanente per la resistenza e la legalità” a Locri.
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