La manifestazione popolare ieri sera a Roma a favore di Israele? "Il minimo che si poteva fare. Bisogna reagire quando il rischio è all’inizio e non aspettare che si sviluppi". Non ha dubbi padre Innocenzo Gargano, monaco, esperto di dialogo con gli Ebrei. "Ci sono, certamente, anche le iniziative diplomatiche che spettano ai Governi, ma è importante che ci sia stata una protesta popolare così netta e partecipata. Siamo di fronte a minacce incredibili. A 60 anni dalla Shoà avere qualcuno che crede di risolvere i problemi eliminando un popolo è una cosa assurda". Ad avviso dell’esperto queste manifestazioni "possono aiutare il dialogo tra le religioni". Ma, avverte, "in un dialogo vero le identità devono essere marcate, precise e soprattutto rispettate". "La presenza in piazza di migliaia di persone ieri a Roma aggiunge – è una cosa bellissima e dimostra ai nostri amici ebrei che qualcosa nel mondo cristiano è cambiato. Il Concilio vaticano II e la "Nostra Aetate" non è stato inutile ma ha cambiato gli animi, le sensibilità, la lettura dei fatti e della storia". Circa le polemiche sui mancati riferimenti alla condizione dei palestinesi padre Gargano conclude: "in questa presa di posizione così netta in difesa di un popolo minacciato di sterminio non c’è una mancanza di sensibilità nei confronti dei palestinesi. E’ fuori discussione che la stessa attenzione altrettanto marcata e forte deve essere, infatti, anche prestata, con prontezza di manifestazioni, alla causa palestinese e alla difesa della sua identità. Ma in questo momento bisognava prendere una posizione netta a favore di Israele".