IRAN: CANTINI (STORICO), "SERVONO LA FERMEZZA DELL’ONU E LA SOLIDARIETÀ FRA CINA, RUSSIA, INDIA ED EUROPA"

"Le espressioni del presidente iraniano con la sommaria brutalità eliminatoria di frasi come "cancellare Israele" richiamano alla memoria l’atroce carta vetrata con cui 65 anni fa fu davvero messo in atto il proposito di smacchiare la faccia della terra". È il giudizio espresso al Sir dallo storico Romanello Cantini sulle recenti dichiarazioni anti-israeliane del presidente iraniano Ahmadinejad. Secondo l’esperto "il rifiuto dello Stato di Israele non è una novità nel mondo islamico", poiché "questo programma eliminatorio rimane anche oggi nella Carta di Hamas e implicitamente nei libri di testo in cui studiano quasi tutti i bambini arabi e in cui il nome e i confini di Israele non appaiono nelle carte geografiche". "La gravità delle posizioni di Ahmadinejad rispetto a quelle analoghe del passato – spiega Cantini – sta nel fatto che nel frattempo gli Stati arabi e islamici che rifiutano l’esistenza di Israele accanto ad uno Stato palestinese sono ormai una minoranza. Oggi al suo fianco il presidente iraniano trova schierati solo i siriani e i vari spezzoni del fondamentalismo islamico sparsi per il mondo". Per dissuadere l’Iran dalle sue scelte nucleari, afferma Cantini, più che eventuali sanzioni che "radicalizzerebbero le posizioni del suo governo e rafforzerebbero la corrente conservatrice al potere" serve "non solo la fermezza dell’Onu, ma quella solidarietà finora stabilita fra Europa, Cina, India e Russia. Soprattutto quest’ultima che ha dato all’Iran materiale e tecnologie per trattare l’uranio può essere lo Stato più in grado di determinare l’uso e i limiti di questa operazione. Nella prospettiva lunga l’obiettivo deve essere quello di convincere Teheran non solo con una sua rinuncia unilaterale al nucleare, ma con la compensazione di un disarmo di tutte le potenze nucleari che da Israele, al Pakistan, all’India circondano l’Iran più o meno da vicino".” “