Adesione alla dottrina sociale della Chiesa e cooperazione come forma di visione evangelica. Sono questi i principi su cui si fonda l’Unione nazionale cooperative italiane (Unci). A ribadirlo ieri il presidente dell’Unci, Luciano D’Ulizia, a conclusione della convention dell’organizzazione sul tema "La questione morale ed etica della cooperativa". "L’Unci ha sempre legato ha detto D’Ulizia – la propria azione alla dottrina sociale della Chiesa. Fare cooperazione è fare Vangelo e noi saremo sempre presenti assumendoci le nostre responsabilità nella situazione nazionale e internazionale attuale e nel suo evolversi". A riguardo, il presidente ha aggiunto: "La cooperazione italiana ha salvato il Paese dalla recessione, anche se non ha avuto dalle istituzioni il riconoscimento che meritava. Come organizzazione abbiamo espresso un no secco alla guerra e al terrorismo, abbiamo visto l’Europa allargata a 25 come un’opportunità e non come un freno allo sviluppo del Paese. Riteniamo anzi che la costituzione europea debba comprendere al proprio interno il rispetto dei valori del cristianesimo e della cooperazione". L’Unci riunisce in tutta Italia oltre 8.000 aziende di diversi settori, dall’agricolo al sociale e si avvale della collaborazione di circa 560.000 soci. I posti di lavoro creati sinora dall’organizzazione sono oltre 40.000.
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