In attesa di leggere domani la nuova proposta della presidenza di turno del Consiglio europeo, affidata al Regno Unito, sul budget Ue, dal Parlamento dei 25 giungono molteplici inviti a “raggiungere un accordo di alto profilo sulle Prospettive finanziarie 2007-2013” nel corso del summit del 15 e 16 dicembre. Hans-Gert Poettering, capogruppo dei Popolari, da Strasburgo si dice “preoccupato”, ma al contempo si augura che “la presidenza inglese riesca a uscire dallo stallo, benché non ho elementi per essere ottimista”. Al premier inglese Tony Blair si rivolge anche il connazionale Graham Watson, alla testa dei Liberaldemocratici: “Spero che la presidenza britannica presenti una proposta più generosa. Per raggiungere gli obiettivi di Lisbona (crescita economica e occupazionale e maggiore coesione sociale, ndr.) dobbiamo essere pronti a finanziare gli strumenti necessari”. Secondo Martin Schultz, leader dei Socialisti, “non ci sono risorse sufficienti per il futuro dell’Unione”, e aggiunge: ” Blair non può togliere ai poveri per dare ai ricchi”. Il riferimento va soprattutto al fatto che, stando alla proposta inglese, l’Ue avrà meno fondi per i nuovi Stati membri e per le aree economicamente depresse dei paesi pre-allargamento. All’ultima formulazione inglese si oppongono anche Verdi e Sinistra unitaria. Rispetto alla proposta avanzata dalla Commissione (bilancio pluriennale pari al 1,14 del Pil europeo) e dalla presidenza lussemburghese (1,06 del Pil), il Regno Unito vorrebbe fissare il massimale di budget all’1,03% del Pil.