EUROPA: BORRELL (PE), IL PREMIO SAKHAROV A "DEGNI PROSECUTORI DELL’AZIONE DEL DISSIDENTE SOVIETICO" (2)

Una rappresentante "in esilio" delle "Donne in bianco" ha preso la parola davanti all’Emiciclo di Strasburgo nel corso della cerimonia per la consegna del Premio Sakharov, affermando: "Siamo qui anche per rappresentare i 75 detenuti, incarcerati a Cuba nella ‘primavera nera’ del 2003. Ancora una volta il governo di Cuba ha violato ogni elementare diritto umano, impedendo a cinque pacifiche donne di essere qui per ritirare il riconoscimento, nonostante avessero eseguito tutto le formalità previste nel nostro paese. Intendiamo continuare il nostro sforzo per far prevalere la giustizia sociale, la riconciliazione e la libertà di coscienza anche a Cuba, dove proseguono le repressioni, le intimidazioni, le violenze immotivate e illegali". L’avvocato nigeriana Hauwa Ibrahim ha invece spiegato: "Abbiamo agito a livello locale, ma abbiamo pensato a livello globale. Abbiamo cercato di difendere donne condannate a morte in base alla legge islamica: non abbiamo però pensato a uno scontro di civiltà, ci siamo mossi per salvare delle vite. Siamo stati costretti a salvare le nostre stesse vite, perché minacciati per la nostra azione. Ora crediamo che occorra una riforma giuridica profonda nel nostro paese e l’approccio giusto è quello di partire dal basso, di coinvolgere i cittadini, tenendo conto della cultura e dei valori sociali tradizionali che devono essere rispettati. L’istruzione è la via da seguire per il futuro". (segue)” ”