CINEMA: IN UN LIBRO LA STORIA DEI FILM DI ISPIRAZIONE RELIGIOSA

"Prima dell’avvento del sonoro nel nostro Paese la produzione religiosa era di modesta entità. Con l’audio però i cattolici cominciarono a chiedersi se fosse meglio investire sull’esercizio e le varie pubblicazioni in tema o sulla produzione; una querelle che si risolse nella valorizzazione dell’esistente". Lo ha spiegato lo storico del cinema Ernesto Laura, intervenuto ieri al convegno "Il cinema: una lanterna magica per dire l’invisibile", promosso a Roma dal Centro comunicazione e cultura Paoline e dal Centro interdisciplinare Lateranense. Quattro i film parzialmente proiettati nel corso dell’incontro, primo tra i quali "Abuna Messias", diretto da Goffredo Alessandrini nel 1939, che racconta la seconda missione in Etiopia del cardinale Guglielmo Massaia. "Il rischio per i film d’ispirazione religiosa – ha aggiunto Laura – è quello di fare il santino, ossia creare un filone a sé, basato su semplici stereotipi e senza presupporre alcun tipo di fede nei suoi realizzatori". Pericolo che non corre "Mater Dei", prima pellicola italiana a colori del 1950 recentemente restaurata. A seguire “Chi è Dio?” (1945), cortometraggio diretto da Mario Soldati che allora non piacque alla Chiesa. Infine l’excursus di suor Maria Letizia Panzetti (Figlie di San Paolo) sulla storia della San Paolo Film, dal 1985 San Paolo Audiovisivi. "Nel 1938 le organizzazioni cattoliche concentravano i loro sforzi principalmente negli interventi di censura. Fino a che non nacque la Ref, Romana Editrice Film che realizzò ‘Abuna Messias’ come sua prima opera". Tra le ultime produzioni della San Paolo, il documentario "Paolo da Tarso al mondo".