SPAGNA: SCUOLA, APPROVATA RIFORMA. I CENTRI EDUCATIVI CATTOLICI, "NON È LA NOSTRA LEGGE MA C’È QUALCHE MIGLIORAMENTO"

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” “"Non è la nostra legge educativa, però ci sono stati dei miglioramenti nel processo parlamentare che permettono di continuare verso la ricerca di un maggiore consenso": commentano così le organizzazioni educative cattoliche spagnole – Eyg, Scuola Cristiana di Catalogna, Fere-Ceca, Fsie e Servizi educativi di Catalogna – l’odierna approvazione da parte del Parlamento, della nuova Legge sull’educazione (Loe), oggetto di numerose, recenti contestazioni. Secondo le realtà educative cattoliche "i miglioramenti alla legge consistono in alcuni emendamenti che si riferiscono alle libertà educative e al sistema di concertazione". Nonostante ciò, precisano, non si è d’accordo su alcuni temi tra cui "l’autonomia dei centri (la legge continua ad avere un impianto interventista nei centri, con ripercussioni negative sulla qualità) e i finanziamenti". I miglioramenti positivi alla legge consistono, tra l’altro, nella "possibilità di scelta dei centri educativi da parte delle famiglie", nelle "maggiori garanzie di adeguamento dei finanziamenti pubblici ai costi dell’insegnamento in condizioni di gratuità", "nell’ammissione degli alunni". Le comunità e i centri educativi cattolici chiedono comunque "un impegno deciso da parte di tutte le forze politiche nel raggiungere gli obiettivi educativi". "Il miglioramento dell’educazione – sottolineano – esige strumenti diretti di appoggio alle famiglie, offerta di attività formative complementari per gli alunni, un uso educativo dei mezzi di comunicazione sociale. Una legge sull’educazione, per essere davvero rilevante e di cambiamento, non può essere solo una legge sulla scuola". C’è bisogno, a loro avviso, "di rafforzare istituzionalmente i centri, le equipe direttive e i docenti, riconoscere apertamente l’autonomia pedagogica degli stessi e affrontare le nuove sfide del sistema educativo".
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