MAFIA: LINARELLO (DIOCESI DI LOCRI-GERACE), IN CALABRIA CI SONO "DUE SISTEMI DI POTERE, LA ‘NDRANGHETA E LE MASSONERIE DEVIATE"

"Chi vuole costruire il proprio futuro in Calabria deve per forza confrontarsi con la logica dell’appartenenza, una logica costruita da due sistemi di potere: la ‘ndrangheta e le massonerie deviate". È la denuncia di Vincenzo Linarello, delegato per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Locri-Gerace, in occasione dell’incontro "Locri e la lotta alla mafia" tenutosi ieri sera a Bologna per iniziativa del premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi. "Il sistema della ‘ndrangheta si è consolidato negli anni, tanto che oggi molti figli dei boss sono professionisti in carriera e il grande patrimonio mafioso costruito su crimini ed estorsioni viene reinvestito nell’economia legale. Ma c’è anche un altro potere, velato ma fortissimo: quello delle massonerie deviate. Queste due organizzazioni controllano i gangli dell’economia e della politica". La ricetta per sconfiggere questa piaga che affligge il territorio sta, secondo i giovani mobilitatisi all’indomani dell’omicidio Fortugno, nel "parlare e perseguire una cultura della legalità". "Abbiamo avuto 23 omicidi in un anno, tutti senza colpevole, e a volte ignorati persino dalla stampa nazionale", sottolinea Carla, studentessa di Locri, scesa in piazza all’insegna del grido "e adesso ammazzateci tutti". "La cosa più importante è continuare a parlare – prosegue -. Solo così si possono mettere in evidenza le cose che non vanno in questa nostra terra, bella e maledetta, e che oggi sopravvivono grazie a un muro d’omertà".