"La macchina della giustizia americana non è all’altezza di una grande democrazia che ha un ruolo guida nel mondo. È piena di falle. Centoventidue innocenti liberati negli untimi anni, dopo una lunga permanenza nel braccio della morte, sono l’esempio di come non esiste la giustizia umana perfetta. La pena di morte è un residuo del passato, è una scorciatoia per problemi sociali complessi". Così Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, commenta al Sir la condanna a morte numero mille eseguita questa mattina nel carcere statunitense di Raleigh, nel South Carolina. Ad essere giustiziato con una iniezione letale è stato Kenneth Boyd, accusato di aver ucciso la moglie e il suocero nel 1998. Secondo il rappresentante della Comunità di Sant’Egidio – che alcuni anni fa ha lanciato una raccolta di firme per l’abolizione della pena capitale in tutti gli Stati del mondo – occorre lavorare per "una moratoria di fatto di tutti gli Stati americani che ancora usano la pena capitale per poi costruire una giustizia senza morte". Attualmente la pena di morte è adottata in 38 dei 50 Stati degli Usa.