RAPPORTO CENSIS SULL’ITALIA: CALA IL LAVORO AUTONOMO, AUMENTA INVECE QUELLO "IN NERO"

Uno degli aspetti più critici che emergono dal Rapporto è il "rallentamento generale nell’andamento del mercato del lavoro", dice il Censis. Mentre, infatti, si registra un aumento di occupati e la riduzione in valore assoluto della disoccupazione sotto il 9%, il Rapporto nota che "nel 2004 si è ridotta la partecipazione delle persone al lavoro, per lo scoraggiamento di non riuscire ad entrare nel mondo del lavoro". Cala il lavoro autonomo (-2,7%) e cala anche il part-time, mentre l’occupazione nella grande impresa è scesa in 4 anni del 7%. Il Censis nota, invece, che il lavoro "sommerso" o "in nero" come viene comunemente definito è in aumento: quello autonomo irregolare, specie al Sud, è passato dal 15,7 al 16,2%, mentre quello dipendente, sempre irregolare, è cresciuto dal 26 al 27,9%. C’è poi un’area di irregolarità diffusa con buste paga ridotte, minori ore dichiarate…, che è passata dal 21,3 al 22,5%. Nel Rapporto Censis si afferma che per contrastare il fenomeno al Nord chiedono "l’incremento dei controlli", mentre al Sud si punta alla "fiscalizzazione del costo del lavoro". Problemi del resto ci sono a tutti i livelli del mondo del lavoro. In 1 anno i dirigenti sono calati da 549mila a 475mila (-13,4%), mentre di converso sono aumentati i "quadri" da 1,116 milioni a 1,224 milioni. Parecchi dirigenti di fatto hanno visto cambiare in peggio la loro collocazione lavorativa. "Dobbiamo ricordare – ha detto Giuseppe Roma, direttore del Censis – che comunque rimaniamo sempre la 7ª economia del mondo, anche se la Cina potrebbe scavalcarci presto. Secondo noi abbiamo delle schegge settoriali di vitalità che contribuiranno non poco alla tenuta e anche al rilancio del nostro Paese".