BOLIVIA: DON COTER (CARITAS DI COCHABAMBA), “SPERIAMO SIA ARRIVATO IL TEMPO DEI GOVERNI ATTENTI AI POVERI”

“La Chiesa non si sposa con i partiti. Ma vediamo un cambiamento importante nella politica e speriamo che il nuovo presidente riesca a mantenere una qualità etica nel far politica e nella gestione del potere”. Così don Eugenio Coter, da 14 anni missionario fidei donum bergamasco in Bolivia e direttore della Caritas di Cochabamba (una regione centrale che è anche sede di tutti i movimenti sociali) commenta al Sir la vittoria di Evo Morales, primo presidente indio della Bolivia, leader del Movimento al socialismo e dei coltivatori di coca. La Chiesa boliviana non si è ancora pronunciata ufficialmente ma è attesa una dichiarazione dei vescovi nel fine settimana. “La Chiesa – spiega don Coter – sta osservando e accompagnando questo processo con molta attenzione, tenendo conto delle speranze dei poveri. Una delle ragioni per cui la gente si è decisa a giocare il tutto per tutto è che dopo 25 anni di neoliberalismo si è ritrovata sempre più povera, limitata, senza servizi sanitari ed educativi. Può darsi che stiamo saltando nel burrone, può darsi di no…Certo è che se andiamo avanti così ci scivoliamo di sicuro”. Secondo il direttore della Caritas di Cochabamba, che conosce personalmente il nuovo presidente, la novità elettorale potrà contribuire alla pace sociale, anche se “è importante che i settori sociali capiscano che ciò che non si è avuto in 800 anni (dal potere incaico in poi), non lo può dare un nuovo presidente in 100 giorni. Ci sono delle sfide interne – terra, idrocarburi e corruzione – che possono renderlo fragile. Ma tutti sperano in un cambiamento reale”. Anche perché in questo momento, aggiunge, “in America Latina c’è un contesto internazionale favorevole. Il continente sta cercando di spingere verso un cambiamento sia all’interno di ogni Paese, sia a livello unitario. Come c’è stato il tempo delle dittature, speriamo sia arrivato ora il tempo dei governi attenti alle fasce sociali più povere”.