“Quel cartellone è una manifestazione di sottocultura, di persone che vivono fuori dal senso della storia e vorrebbero fermare il tempo”. È il commento rilasciato al Sir da mons. Giovanni Nicolini, vicario episcopale per la carità della diocesi di Bologna, di fronte al manifesto, comparso nei giorni scorsi lungo le vie della città, dallo slogan: “Islamizzati o terrorizzati. Fermiamoli!”. “L’Italia è tra gli ultimi Paesi europei ad entrare nella società multiculturale. Un comportamento corretto della classe politica richiederebbe di riconoscere e vivere bene il tempo in cui si è. Come cittadino e come cristiano mi rammarico che ci siano posizioni di questo tipo”, ha aggiunto mons. Nicolini, ricordando che “noi per primi abbiamo avuto nel passato una ricchissima tradizione emigratoria”. La paura per il diverso sta minando la tradizionale accoglienza bolognese? Lo nega decisamente il vicario dell’arcivescovo: “Certamente qui non c’è più paura che in altre città; anzi, stiamo avanzando sempre avendo il controllo della situazione. I cittadini si possono così permettere una vita sufficientemente serena”.