La "Legge di genere" che si sta preparando in Spagna vuole "annullare il significato antropologico della differenza sessuale ed imporre la teoria del genere, contraria alla vera natura dell’uomo": è il parere dei vescovi spagnoli, espresso nel Messaggio della Commissione episcopale famiglia e vita reso noto oggi in vista della Giornata della famiglia e della vita 2005 che in Spagna si celebra il 30 dicembre sul tema "La trasmissione della fede nella famiglia". Nel messaggio i vescovi giudicano una "colpevole omissione" il fatto di "non sviluppare politiche che aiutino efficacemente la famiglia in difficoltà su temi come la casa, la conciliazione tra lavoro e famiglia o l’educazione". Inoltre, aggiungono, "non manca solo il giusto appoggio alla famiglia, ma viene attaccata con mezzi come la riforma del Codice civile, che elimina i riferimenti al padre e alla madre, al marito e alla moglie, per equiparare le unioni di persone dello stesso sesso nel matrimonio". I vescovi accennano anche al cosiddetto "divorzio express", "che introduce la figura del ripudio nella nostra legislazione". I vescovi spagnoli biasimano "le pratiche contro la vita, come la sperimentazione con gli embrioni, la distruzione di vite embrionali per ottenere cellule madri, inclusa la proposta di alcuni comunità autonome di iniziare la pratica di clonazione umana". Stesso parere sull’estensione "della pillola del giorno dopo, la legge sulla procreazione assistita che sta preparando il governo, la crescente presenza del tema dell’eutanasia sui mezzi di comunicazione o la prospettiva di ampliamento della depenalizzazione dell’aborto". Intanto dalla Conferenza episcopale spagnola viene qualificata come "scherzo inaccettabile" la telefonata che un gruppo di umoristi della catena radiofonica cattolica Cope ha fatto ieri in diretta al nuovo presidente della Bolivia Evo Morales, che ha provocato un incidente diplomatico tra Spagna, Bolivia e Santa Sede. "La radio dovrebbe chiedere scusa", ha detto il portavoce mons. Juan Antonio Martinez Camino.