” “” “"Risolvere i problemi alla radice nei luoghi di provenienza" e tenere conto che molti stranieri, "rischiando il tutto per tutto" per fuggire da situazioni di "invivibilità" nel proprio Paese, hanno "diritto ad essere ammessi secondo il criterio della protezione umanitaria": a parlare al Sir è padre Bruno Mioli, direttore dell’ufficio per la pastorale degli immigrati e dei profughi della Fondazione Migrantes, che commenta gli sbarchi di oltre 500 persone sulle coste della Sicilia durante le festività natalizie. "C’è veramente una tresca criminale che succhia il sangue di questi sventurati constata -. Perché il viaggio costa enormemente e soprattutto perché attraversare il mare in quelle condizioni vuol dire veramente tentare il tutto per tutto. L’efferatezza stessa di questi traghettatori mette in risalto che l’atteggiamento di chi tenta di sbarcare in Italia è di disperazione consapevole". "Spero che i politici e l’opinione pubblica afferma – si rendano conto che se non si va alla radice, per risolvere almeno in parte i problemi dei Paesi di partenza, l’azione di contrasto sarà abbastanza velleitaria, anche se l’Europa, attraverso l’agenzia di controllo delle frontiere e lo stanziamento di fondi, farà un ulteriore passo in avanti per rendere effettiva questa azione". Visto che molti dei clandestini rischiano il rimpatrio padre Mioli chiede di tenere conto del fatto che "chi viene per invivibilità della sua zona di provenienza sia ammesso secondo il criterio della protezione umanitaria". E per il 2006 auspica che "chiunque vinca le elezioni politiche" pensi a fare "una legge per riformare quella attuale" e un’altra legge "per rendere più spedita la richiesta del diritto al voto".” “