Si è conclusa ieri a Capodarco di Fermo (Ascoli Piceno) la dodicesima edizione del seminario di “Redattore sociale” su “Meraviglia. I giornalisti e la scoperta di non sapere già tutto”, che ha registrato oltre 200 partecipanti tra giornalisti e comunicatori impegnati nell’ambito sociale. “Nell’informazione c’è sempre una porzione di sorpresa, d’inatteso. Ed è proprio questa differenza tra le nostre attese e la realtà che suscita la meraviglia”, ha affermato Marino Sinibaldi, vicedirettore di Rai Radio Tre. “Come giornalisti ha aggiunto bisogna essere disposti a venire smentiti: provare quella meraviglia che turba, che mette in discussione, è condizione essenziale per riuscire a trasmetterla”. Mentre mons. Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco, ha puntato l’attenzione sulle qualità del buon giornalista, criticando quanti “vanno nei luoghi più tormentati del pianeta, raccontando però la realtà dai grandi alberghi, senza scendere in mezzo alla gente”. “Se potessi permettermi un inviato, lo sceglierei che avesse umanità: il giornalista non è un robot e per fare bene il suo mestiere deve avere una certa empatia con le persone di cui racconta la vita”, ha sottolineato il sacerdote. “In un articolo si può centrare l’attenzione su di sé, sulla propria scrittura, oppure su coloro di cui si parla, dando un valore sociale al lavoro, operando perché questi possano migliorare la loro condizione”.