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” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana
” “Un titolo ambizioso, "Cattolicesimo italiano e futuro del Paese", e una risposta precisa: una grande apertura di iniziativa. Si avvertiva un’esigenza precisa nelle decine e decine di interventi al VII Forum del progetto culturale: fare compiere a questa intrapresa della Chiesa in Italia un ulteriore passo, nelle tre direzioni sintetizzate dal cardinale Ruini: la vita e la testimonianza cristiana, l’impegno ad allargare gli spazi della razionalità, in particolare in relazione alla cultura tecnico scientifica e, infine, sui temi etici, nei due correlati piani dell’etica vissuta e praticata e della normazione giuridico-legislativa.
” “Su questi tre ambiti si sta lavorando, ci sono molti esempi, che sono anche frutto di dieci anni di progetto culturale, che devono essere sviluppati come capacità di discernimento, di interlocuzione e di azione coordinata. Con la consapevolezza che le tradizionali distinzioni (e contrapposizioni) tra clero e laicato appartengono ad antichi schematismi che non hanno più alcuna ragione. Il punto è piuttosto: sviluppare una capacità corale di discernimento e di cooperazione intellettuale e organizzativa tra i molteplici soggetti, cosicché la grande ricchezza di articolazioni della Chiesa in Italia possa essere giustamente valorizzata. Chiesa di popolo quella italiana. E come tale si pone al servizio della nazione, al servizio di tutti, consapevole dei processi di secolarizzazione, senza demonizzare alcun avversario, capace di testimoniare con franchezza. Qui si colloca la coraggiosa presa di posizione del cardinale Ruini, "la proposta, che può suonare abbastanza ovvia, ma che ha il merito di superare, a livello pratico, lo stallo generato dalla contrapposizione tra i sostenitori e gli avversari dell’approccio relativistico in materia di etica pubblica, senza obbligare né gli uni né gli altri a recedere dall’agire secondo i propri convincimenti. Si tratta cioè di affidarsi, anche in questi ambiti, al libero confronto delle idee, rispettandone gli esiti democratici pure quando non possiamo condividerli".
” “È insomma una Chiesa che accetta la competizione, nel senso nobile del termine: una testimonianza che non demonizza l’avversario, che non richiede fette di potere, ma gioca fino in fondo il gioco della democrazia. È un modo questo per uscire, rilanciando a tutto campo, nel campo della produzione normativa e non certo della definizione veritativa, dalla impasse del relativismo, per cui potrebbe essere ipotizzabile una rincorsa senza fine ove "i fautori del relativismo continueranno a pensare che in certi casi siano stati violati i diritti di libertà". Si tratta di invertire una rotta che non è per nulla inevitabile. Molti segnali, non solo in Italia, ma anche in Europa indicano i costi in termini di futuro, di speranza e di libertà, della rincorsa relativistica.