L’eliminazione dei i sussidi all’export agricolo di cui godono, in particolare, Usa, Giappone e Unione europea; la riduzione delle misure di sostegno che distorcono il commercio; l’avvio di politiche che assicurino sovvenzioni alle aree ambientali protette, aiuti alla piccola produzione su scala familiare e riduzione della povertà. Sono, in sintesi, le richieste avanzate dalla Commissione irlandese per la giustizia e gli affari sociali (Icjsa) della Conferenza episcopale d’Irlanda in vista dell’apertura il 13 dicembre a Hong Kong del sesto vertice del Wto (Organizzazione mondiale per il commercio). In una nota, Icjsa afferma che “stabilire regole commerciali eque, coerenti con gli obiettivi di sviluppo, è essenziale per la riduzione della povertà e per uno sviluppo sostenibile” poiché “l’impegno per il bene comune sfida anche le strutture del commercio internazionale”. “L’Irlanda, quale membro del gruppo dei Paesi più sviluppati – si legge ancora nella nota -, consapevole dell’importanza dell’agricoltura per la sua economia, avverte la responsabilità che venga perseguita una riforma della politica agricola incentrata sulle persone piuttosto che sugli affari, idonea a fornire mezzi di sussistenza e a promuovere lo sviluppo sostenibile”. Oggi, osserva la Commissione, “un miliardo e 200milioni di persone nel mondo vivono con meno di un dollaro al giorno, e la sopravvivenza di 900 milioni di queste persone dipende dall’agricoltura”. Di qui l’auspicio che il Wto “consideri la possibilità di un ‘Fondo di aiuti per il commercio'” per alleviare “i costi dell’aggiustamento alla liberalizzazione dei commerci per i Paesi in via di sviluppo”.