” “I problemi maggiori nascono nel periodo dell’accudimento: “La lista di attesa, la rigidità degli orari, le modalità di iscrizione e le difficoltà lavorative e burocratiche di molte famiglie straniere determinano comunque difficoltà nell’iscrizione all’asilo-nido, con tutti i problemi facilmente immaginabili”. Le difficoltà di accudimento ed inserimento possono dunque “spingere le famiglie ad inviare il figlio nel paese di origine”. A proposito dello scarso incontro tra famiglie italiane e straniere, mons.Nozza ha fatto notare che gli ostacoli non “sono sempre riconducibili alla presenza di barriere culturali: in molti casi, la situazione di disagio economico della famiglie straniere ostacola la frequentazione. Come ricambiare un regalo ricevuto o una festa di compleanno in casa di un compagno di classe italiano – si è chiesto – quando si vive in un monolocale seminterrato?” Ha denunciato invece “scarse politiche sociali ed istituzionali per i bambini e gli adolescenti stranieri in Italia” mons. Franco Montenegro, vescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e presidente di Caritas italiana. Mons. Montenegro ha ricordato l’importanza dell’infanzia straniera: perché “la presenza crescente delle famiglie e dei bambini determina una riduzione delle situazioni di clandestinità e di lavoro sommerso” e perché “impone il miglioramento delle strutture e dei percorsi di accoglienza”, come pure dei servizi sociali locali, con “ripercussioni positive sulla vita dei bambini e delle stesse famiglie italiane”. Riguardo all’immigrazione in generale, mons.Montenegro ha invitato ad evitare la “logica dell’usa e getta che ha ispirato gli aspetti restrittivi della più recente legge italiana”.