” “Otto donne eritree (cinque vedove di guerra, una nubile e una divorziata) tenteranno di riscattarsi dalla povertà attraverso il lavoro di tessitura a mano, ossia aprendo un laboratorio sostenuto a distanza dall’associazione italiana “Dodiciceste”. Le otto donne, che hanno imparato a lavorare il telaio a mano nella scuola-laboratorio delle suore cappuccine a Segheneiti, nel sud dell’Eritrea, hanno voluto dare al loro gruppo il nome “Marta e Maria”, poiché, spiegano, “anche loro si riconoscono pienamente sia nella feconda attività lavorativa di Marta, sia nella determinazione di Maria che, violando le regole e le consuetudini maschiliste, smette di lavorare e si siede ai piedi del Maestro per trovare nutrimento dai suoi insegnamenti”. L’associazione laica “Dodiciceste” (ispirato all’episodio evangelico della distribuzione dei pani e dei pesci e alle ceste avanzate), nasce allo scopo “di offrire opportunità di autopromozione alle persone svantaggiate, siano esse diversamente abili, donne immigrate, malati psichiatrici e donne che vivono nei Paesi in via di sviluppo”. Finanzierà l’affitto del locale per un anno e lo stipendio anticipato per tre mesi. L’iniziativa rientra in un progetto in collaborazione con la Chiesa evangelica eritrea rivolto a 28 donne che già frequentano il laboratorio di tessitura. La scelta di valorizzare la tessitura con telai manuali, spiega l’associazione, è perché questo lavoro “riunisce in sé la difesa e la protezione di una delle prime attività intraprese dall’umanità, è creativo ed educativo, è una risorsa terapeutica e riabilitativa e offre possibilità di buona commercializzazione dei manufatti pregevoli e rari”. E’ possibile anche adottare a distanza (con 30 euro mensili) una tessitrice e il suo progetto (vedi www.tessituraeoltre.it).