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” “”La formazione degli insegnanti di religione (Idr) è un settore strategico su cui dovranno concentrarsi nel prossimo futuro gli sforzi della scuola cattolica e delle autorità ecclesiastiche”. E’ quanto si legge nel VII Rapporto sulla Scuola cattolica in Italia, “Educazione religiosa” (Ed. La Scuola – Brescia, 2005), curato dal Centro studi scuola cattolica (Cssc) e presentato oggi pomeriggio a Roma. Secondo l’indagine, infatti, gli insegnanti intervistati (un campione rappresentativo di 672 di ogni ordine e grado di scuola) esprimono, in generale, “l’esigenza di una formazione più lunga e approfondita, in grado di portarli alla pari con gli altri docenti”; una formazione meno “ecclesiastica” ed “in grado di coniugare le scienze umane con quelle teologiche”. Convegni, riviste specializzate, confronto con colleghi: questi, riferiscono i docenti, le modalità di aggiornamento attualmente più utilizzate. Per quanto riguarda un giudizio sulla propria attività di insegnamento, è “troppo scarso – osservano in maggioranza – il numero delle ore dedicate alla materia” che presenta una “debole identità disciplinare”, e fa problema “la doppia appartenenza dell’Idr allo Stato e alla Chiesa”. Positivi, invece, “il dialogo e il rapporto con gli studenti”, “il legame con la comunità ecclesiale” e le opportunità di “dialogo interreligioso e interculturale” offerte dalla materia. Tra le principali indicazioni degli insegnanti, la necessità di “accentuare la dimensione storico-culturale dell’insegnamento” e “l’attribuzione all’Irc di un carattere più interdisciplinare”.