” “Più europeisti degli adulti; male informati sulle politiche comunitarie; attenti agli aspetti concreti della vita quotidiana, a partire dalla formazione e dal lavoro; disponibili a soggiorni all’estero, “ma solo per periodi di tempo limitati”. Sono alcune delle indicazioni che emergono da una rilevazione effettuata da Eurobarometro per la Settimana europea delle gioventù, in corso dal 5 all’11 dicembre. I risultati del sondaggio vengono analizzati oggi e domani a Bruxelles, nel corso di un seminario promosso dalle istituzioni Ue, cui prendono parte 200 “under 30” giunti dai 25 Stati membri e dai paesi candidati. La Settimana europea propone in questi giorni iniziative, dibattiti, concerti in quasi tutte le nazioni dell’Unione. Fra le domande poste a un campione di 3.846 ragazze e ragazzi di una trentina di paesi, alcune riguardano il rapporto tra giovani e Ue, altre si riferiscono a temi della realtà giovanile, altre ancora analizzano la capacità comunicativa dell’Unione in riferimento al pianeta-giovani. Il 64,7% degli intervistati ritiene di “sentirsi più europeo rispetto ad altre generazioni”, ma il 55,7% pensa che “non mi sia data l’opportunità di essere cittadino attivo” nell’Europa comunitaria. Gli interpellati da Eurobarometro chiedono “più informazioni sui programmi europei dedicati ai giovani”, ma anche corsi su questioni europee nelle scuole, “ulteriori opportunità di conoscenza delle lingue straniere”, “nuovi mass media a livello continentale”. Spicca inoltre la richiesta di perseguire gli obiettivi dell’Agenda di Lisbona per la competitività economica, l’occupazione e la coesione sociale.