“Nessun presidente dell’ospedale ha autorizzato l’apertura di un reparto di fecondazione artificiale medicalmente assistita” nell’ambito del dipartimento di Scienze genetiche dell’Ospedale Galliera di Genova. A ribadirlo è il card. Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova, in un intervento che sarà pubblicato sul settimanale diocesano, “Il cittadino”, in edicola da domani. “Qualsiasi decisione in merito all’applicazione della legge 40 verrà presa all’interno degli organi competenti, e cioè del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico, sentito il Comitato etico”, annuncia il porporato, che in merito alle polemiche di questi giorni tra la Curia e la Regione Liguria precisa che il Galliera “non è di proprietà della Curia genovese”, e aggiunge: “conosco perfettamente gli obblighi di un ospedale pubblico, quale è il Galliera, ma ricordo che la legge dello Stato riconosce legittima anche l’obiezione di coscienza”. Quanto alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, Bertone esprime “riserve scientifiche circa le tecniche comunemente in uso”, e puntualizza: “Nessun presidente dell’ospedale ha autorizzato l’apertura di un reparto di fecondazione artificiale medicalmente assistita, compreso il cardinale Dionigi Tettamanzi. Credo invece che aggiunge nessuno dei miei predecessori avrebbe avuto difficoltà ad autorizzare un centro che studiasse con competenza le cause di sterilità ed individuasse le possibili strategie terapeutiche di intervento”, come fa ed esempio il Policlinico Gemelli di Roma. “Studiare e curare in modo interdisciplinare l’infertilità della coppia”, è dunque la strada suggerita dall’arcivescovo di Genova, che invita a “valorizzare la scienza a servizio della vita” e si dichiara “favorevole al varo di un regolamento della Regione Liguria per l’autorizzazione delle strutture pubbliche e private che erogano prestazioni di procreazione medicalmente assistita, e contestualmente di un indirizzo sul ruolo dei consultori nell’azione di informazione e di prevenzione”.