SAN VALENTINO: "NON È UNA FESTA COMMERCIALE". A PISA "LA FESTA DELLE FAMIGLIE"

"Il 62% delle famiglie frequenta altre famiglie: lo fa specie nei week-end (41%), la domenica (32%) ma in 23 casi su 100 anche più volte la settimana e in 4 casi su 100 tutti i giorni". È quanto emerge da un sondaggio somministrato dagli studenti del liceo di scienze sociali "Eugenio Montale" di Pontedera (Pisa) ad un campione significativo di famiglie pisane. I risultati del sondaggio, pubblicato anche sul sito del settimanale regionale di informazione "Toscana Oggi" (www.toscanaoggi.it), saranno presentati, domenica 13 febbraio, alla "Leopolda" di Pisa in occasione del "San Valentino delle famiglie". Questa iniziativa, pensata dal Consultorio familiare Ucipem di Pisa in collaborazione, quest’anno, con i giornalisti cattolici dell’Ucsi, "Toscana Oggi" e l’Azione cattolica diocesana, intende "riscoprire una tradizione che voleva Valentino, vescovo di Terni, costruire ‘le doti’ per quelle ragazze povere che altrimenti non avrebbero potuto sposarsi. E tirar fuori da una prospettiva meramente commerciale il giorno di San Valentino, recuperandolo nel suo significato di festa della famiglia". In che modo? "Premiando, ad esempio – dicono gli organizzatori – una coppia di sposi che ha fatto spazio, accogliendo in casa bambini ed anziani, normodotati e disabili. Come Danila e Massimo Niccolai che con altre quattro famiglie e una comunità di padri gesuiti, ha costituito a Villapizzone (Milano) una delle prime esperienze in Italia di condominio familiare, dando vita ad una cooperativa che dà lavoro ad una sessantina di persone provenienti, ad esempio, dal carcere, dalla strada, da situazioni di disagio". Dal sondaggio realizzato dal liceo "Montale" emerge ancora che ci si ritrova tra famiglie per svago, passeggiate, gite o uscite (30,9%), per festeggiare un evento (20,4%) o semplicemente per mantenere un rapporto, anche grazie a vacanze insieme o cene (18,9%) o coltivare l’amicizia tra figli (18,9%). Ma anche per mantenere interessi di tipo culturale e religioso (10,4%) e solo in un caso ogni duecento per svolgere attività di volontariato o di solidarietà (0,5%).