CEI, PASTORALE DEL TURISMO: IL NUOVO ‘APPEAL’ DEI LUOGHI DELLO SPIRITO

"Certi luoghi diventano ‘sacri’ per un evento di fondazione riferito a un fatto razionalmente inspiegabile. La loro ‘sacralità’, oggi rivalutata da un desiderio di conoscenza e da un bisogno di memoria sociale, viene accolta e venerata in base alla testimonianza dell’evento fondativo, riconosciuto dalla devozione pubblica e dall’autorità religiosa": lo ha detto questa mattina a Milano, mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, durante i lavori del convegno "Turismo e monasteri. I luoghi dello spirito, risorsa di speranza per l’uomo postmoderno", proposto all’interno della Bit (Borsa internazionale del turismo) di Milano. Il relatore ha posto in evidenza che monasteri, conventi, eremi, case di preghiera hanno acquistato un nuovo "appeal" perché sono "lontani dalle tensioni competitive e dai conflitti". "La ragione del loro successo consiste nel fatto oggettivo che un luogo ‘sacro’ genera un processo di identificazione evocativo di ‘memorie’". Per questo – ha proseguito mons. Mazza – "i luoghi dello spirito agiscono da ‘macchina rigenerante’ di un uomo che, entrato vecchio e mortificato, esce con un volto nuovo, segnato dalla consolazione e dalla speranza". Quanto alla presenza di un così ricco e vario patrimonio di luoghi, oggi aperti a nuove forme di "turismo religioso", mons. Mazza ha poi aggiunto che "i tanti santuari, mariani e non, dedicati ai viandanti, ai ‘pellegrini’, ai passanti, rivelano che nell’uomo sussiste il bisogno del sacro e indicano un preciso riferimento trascendente. Vi è sempre sotteso una sorta di ‘filo rosso’ che testimonia le incertezze della vita, il desiderio di abbandono a Dio, la convinzione della perenne fragilità, precarietà e transitorietà della vita umana". Dal canto suo don Romeo Maggioni, che ha presentato una comunicazione sulla realtà dei luoghi di accoglienza, ha detto che il convegno "vuole essere un segnale che risponde alla richiesta di un turismo di qualità, come opportunità per ricreare un ‘uomo nuovo’, attraverso quei luoghi dello spirito, ricchi di storia, arte, cultura e sapienza evangelica, idonei non solo a coltivare le native ragioni dell’anima, ma anche le patologie moderne dello spirito".