ELEZIONI IRAQ: MONS. WARDUNI (BAGHDAD), "RISPETTO DEI CRISTIANI E NON DIMENTICARE I SUNNITI"

"Le elezioni hanno mostrato tutta la speranza degli iracheni in un governo stabile e democratico, dotato di una Costituzione che garantisca i diritti di tutti". Raggiunto telefonicamente dal Sir saluta così, il vescovo ausiliare di Baghdad, mons. Shlemon Warduni, i risultati ufficiali delle elezioni irachene dello scorso 30 gennaio che hanno visto la vittoria dell’alleanza sciita vicino all’ayatollah Al Sistani accreditata di oltre il 47% dei suffragi. "Non dimentichiamo, nell’ora dei risultati, – dichiara il vescovo caldeo – che moltissimi sunniti non hanno partecipato al voto e che in alcuni villaggi cristiani non sono state consegnate le schede elettorali e dunque gli abitanti non hanno potuto esercitare il loro diritto di voto. Nonostante questi punti negativi speriamo che questi risultati portino il bene dell’Iraq, sotto forma di pace, di libertà, di sicurezza e di diritto". "Come comunità cristiana – aggiunge mons. Warduni – chiediamo il rispetto dei nostri diritti, rivendichiamo il nostro diritto ad essere trattati non come cittadini di ‘serie b’ ma di ‘prima classe’. Desideriamo vedere la nostra libertà religiosa rispettata, il nostro diritto ad educare secondo i nostri valori ed ogni altro diritto comune a tutti gli altri cittadini". La rappresentatività dei cristiani alla prossima assemblea, a riguardo, preoccupa il vescovo: "lo sbaglio dei cristiani è stato quello di concorrere divisi alle scorse elezioni. Al momento, secondo le informazioni in nostro possesso, i ‘deputati’ cristiani eletti dovrebbero essere tre o quattro". Tra i timori di mons. Warduni anche quello della "spaccatura nel Paese" a causa del mancato voto dei sunniti e della loro conseguente esclusione dall’Assemblea. "Il mio auspicio – dice – è che ci si metta intorno ad un tavolo per parlare. Mi aspetto molta saggezza, pazienza e magnanimità, soprattutto da parte di coloro che hanno vinto le elezioni. Altrimenti saranno guai. Spero nel dialogo e nella riconciliazione". Riguardo ai rapimenti della giornalista italiana Giuliana Sgrena e del leader del partito democratico cristiano iracheno, Minas Ibrahim al- Yussufi, mons. Warduni conclude: "non ho notizie. In questi casi servono solo silenzio e preghiere. Se anche si sapesse qualcosa è meglio non parlare".