“L’interesse e la sensibilità verso la comunicazione e la cultura sono in rapida crescita nelle diocesi italiane come testimonia la grande diffusione del recente documento dei vescovi “Direttorio sulle comunicazioni sociali”. E’ quanto ha dichiarato in un’intervista al Sir (on line su old.agensir.it) mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, a margine del convegno Cei “Animatori della comunicazione e della cultura con il genio della fede in un mondo che cambia” in corso a Roma (fino al 19). “Allo stato attuale ha detto mons. Giuliodori – un terzo delle diocesi italiane ha provveduto a presentare in maniera qualificata il Direttorio. Ed è già un segnale di attenzione che in pochissimi mesi ha prodotto una diffusione del documento insolita rispetto ai tempi prolungati che a volte registriamo per le nostre iniziative pastorali. Ci sono, poi, molte parrocchie che stanno attivando, a riguardo, delle iniziative”. Per il direttore Cei “la figura dell’animatore coglie la necessità di evangelizzare il nostro tempo, la nostra cultura e questo mondo segnato dai media. Ci sono ambiti, come quelli dei rapporti con i media, laici e cattolici, che necessitano di avere degli interlocutori preparati e affidabili ed anche critici”. Un banco di prova della comunicazione cattolica sarà il referendum sulla fecondazione assistita: “il card. Ruini nell’ultimo Consiglio permanente a Bari ha indicato in questo appuntamento referendario un’occasione per approfondire i temi della vita e per un’ampia opera di formazione e informazione e ciò coinvolge direttamente i media ecclesiali. Questi sono chiamati a trovare forme creative per sostenere l’iniziativa. Ma è necessario tenere conto anche della concretezza della vicenda referendaria. Man mano che si avvicina l’appuntamento ha concluso – i nostri media dovranno offrire anche criteri puntuali per un discernimento rispetto alle posizioni da assumere in merito al voto”.