MILANO: CARITAS, IL 73% DI CHI SI RIVOLGE AI CENTRI DI ASCOLTO È STRANIERO (2)

” “Il 65% del totale, con un divario che si amplifica per i non italiani, di coloro che si rivolgono ai 60 Centri di ascolto della Caritas ambrosiana è costituito da donne. È quanto emerge dal convegno su “I bisogni e le povertà in diocesi di Milano nelle analisi dell’Osservatorio della Caritas ambrosiana”, promosso oggi presso l’Università Cattolica di Milano. L’età media di chi si rivolge ai Centri è compresa tra i 18 e i 35 anni (scesa negli ultimi tre anni) e prevalgono i coniugati con un livello di istruzione piuttosto elevato e maggiore tra le donne, ma decisamente più alto – e questa può essere per alcuni una sorpresa, ma il trend è ormai consolidato – tra gli stranieri (con una percentuale relativa che si aggira sul 8%). Tra i connazionali, l’età è leggermente più avanzata, ma si posiziona, comunque sia, nel periodo lavorativo, pur registrandosi una significativa presenza di ultrasessantenni che sono quasi tutti italiani, 89,9% nel 2001, 87% nel 2002, 84,3% nel 2003. Da notare anche un’interessante differenza di genere: il confronto tra i dati relativi allo Stato civile, dice che mentre la presenza tra gli uomini di separati, vedovi e divorziati è piuttosto bassa (9,3% nel 2003) tra le donne ha superato, nello stesso anno, il 20,4%, descrivendo un panorama femminile di solitudine e di progressivo disagio. E sui dati presentati è intervenuto anche don Roberto Davanzo, neo direttore della Cartitas ambroasiana: “A fronte di quanto è emerso dai risultati di questa ricerca, appare necessario interrogarsi in modo coerente, partecipato e sinergico, sulle povertà e su un disagio che ha sempre più a che fare anche con la normalità di tutti giorni. Specie a Milano e nelle grandi città, si diventa senza dimora per una malattia improvvisa, per un matrimonio fallito, per un lavoro perso. Un tempo si trattava solo di essere operativi, di agire sulle necessità e i bisogni, ora credo che il problema sia anche quello di conoscere le situazioni per promuovere iniziative. La consapevolezza è fondamentale”.