” ““Qualunque sia l’origine e la motivazione del gesto intimidatorio è segno che un cristiano che vuol essere tale nelle sue scelte disturba, perché non è accodato e non gioca al compromesso”. Questo è il commento dell’arcivescovo mons. Giuseppe Agostino, amministratore apostolico di Cosenza-Bisignano, in merito all’atto intimidatorio avvenuto questa mattina nei confronti dell’Assessore al welfare del Comune di Cosenza Giovanni Serra. Un attentato dinamitardo e’ stato compiuto infatti contro l’automobile di Serra, parcheggiata nei pressi della comunità per tossicodipendenti Il Delfino, di cui Serra è stato uno dei fondatori. “Ho appreso ha detto l’arcivescovo – del grave atto intimidatorio rivolto all’automobile dell’Assessore Giovanni Serra, che conosco ed apprezzo come cristiano impegnato nella vita sociale: ha lasciato, infatti, la Presidenza dell’Azione Cattolica diocesana perché chiamato ad un servizio per il bene comune”. Secondo mons. Agostino questa “passione” civile è “uno dei segnali più positivi dell’impegno che la Chiesa cosentina ha cercato di profondere a servizio dell’uomo”: “È segno qualunque sia l’origine e la motivazione del gesto intimidatorio – che un cristiano che vuol essere tale nelle sue scelte disturba, perché non è accodato e non gioca al compromesso”. L’arcivescovo esprime pubblicamente a Giovanni Serra la sua solidarietà, dicendoli “che questa sua sofferenza è come un significativo seme di passione che se ben coltivato per il futuro in una società di compromessi e adattamenti può essere fermento di autentica fecondità civile”. “Mi consola soprattutto conclude – cogliere attorno e accanto a lui una comunità cristiana che vuole essere in questa città ‘segno del contrario’ e provocazione per una giustizia frutto di un profondo dono di sé”.