“Un protagonista della chiesa del Novecento. Don Luigi Giussani non si può definire altrimenti”. Fabio Pizzul, presidente diocesano dell’Azione cattolica di Milano, ricorda per il SIR il sacerdote fondatore di Comunione e liberazione, che fu a lungo assistente di Gioventù studentesca, uno dei movimenti sorti proprio all’interno dell’Ac ambrosiana. Secondo Pizzul, è scomparsa “una personalità fortissima e carica di umanità, che ha saputo cogliere nel profondo le domande che gli uomini e la cultura hanno posto ai credenti negli ultimi decenni. La sua riflessione ha offerto provocazioni e risposte significative a chi si è posto in un cammino di ricerca, ribadendo come Cristo abbia ancora tanto da dire all’uomo di oggi. L’indiscutibile lucidità e profondità del pensiero di don Giussani hanno fornito – secondo il presidente dell’Ac milanese – un contributo fondamentale alla riflessione sull’evangelizzazione. Un’esperienza e un pensiero, quelli di don Giussani, che vanno colti nel loro significato provvidenziale per la Chiesa e che devono utilmente rifluire nel cammino ordinario della comunità cristiana, che dalla pluralità e dalla diversità dei carismi e delle esperienze di fede può acquisire una grande ricchezza nell’inevitabile tensione a una comunione che diventa segno e testimonianza per tutti”. Pizzul cita infine un passaggio di un recente intervento di Giussani sul mensile “Tracce”: “Il tema del movimento non è alternativo in nessun senso all’istituzione, ma indica la modalità con cui l’istituzione diventa vivente, missionaria”. Un amore per la Chiesa e per il Vangelo “che rappresenta – afferma Pizzul – la preziosa eredità che don Giussani lascia a tutti noi”.