” “”Politica vuol dire che non devono esserci più favori da concedere bensì diritti da rispettare”: è una delle tante richieste che i vescovi calabresi fanno “agli uomini del governo e della legislazione regionale” in vista delle prossime consultazioni regionali. In una lunga lettera resa nota oggi dal titolo “Il Vangelo della speranza per la nostra terra di Calabria, oggi”, i vescovi invitano a “superare una religiosità intimistica, devozionalistica, moralistica, che si rifugia nel ‘sacro’, che giudica il mondo, distaccandosi da esso, che vive, talvolta, la presunzione dell’essere giusti, disprezzando gli altri”. “C’è bisogno affermano di una evangelizzazione seria che educhi ad una esperienza di fede pensata e impegnata, aperta alle attese e alle inquietudini dell’oggi”, soprattutto coinvolgendo le nuove generazioni, con “tanta potenzialità e tante attese”, anche se mancano loro “guide e modelli e credibili”. Per questo fanno delle precise richieste ai candidati alle regionali, “perché la Regione divenga anch’essa segnale di speranza e casa-specchio dove vengano interpretate le varie attese e dove si aprano nuove prospettive”. A livello “qualitativo” viene chiesto ai politici “progettualità, eticità e risposta celere”. “Una progettualità a lungo e breve termine spiegano -, una eticità da parte da parte dei responsabili del governo che li mostri misurati nei compensi, trasparenti nei comportamenti e nell’ascolto e nelle attenzioni del cittadino”. “La gente affermano i vescovi della Calabria si scandalizza di tanti esosi stipendi e sperperi, mentre c’è chi stenta a vivere. La gente si lamenta della burocrazia che rallenta, se non spegne, ogni richiesta”. Infine, ricordano, la gente chiede “puntualità e celerità nelle risposte. La politica, che ricerca del bene comune, è un’alta forma di carità. Ma politica vuol dire che non devono esserci più favori da concedere bensì diritti da rispettare”. (segue)