RICERCA AGESCI LAZIO: IL TEMPO E LO SPAZIO CERCATI DAI RAGAZZI

 ” ” "Il tempo libero non è quel tempo che i ragazzi considerano non occupato da altre cose, bensì quello che reputano soggettivamente significativo, quello che permette loro di valorizzare la vita quotidiana, come vedersi cogli amici, stare in gruppo come per gli scout": lo ha detto al Sir Massimo Galimi, responsabile dell’ "Osservatorio giovanile" promosso dall’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) del Lazio, che domani – sabato 26 febbraio – presenterà a Roma una ricerca promossa in collaborazione con la Facoltà di psicologia II dell’Università La Sapienza sul tema "Non c’è tempo/spazio per noi". L’incontro è in programma, dalle ore 9,30 alle 13, presso l’Università Lumsa, in Borgo Sant’Angelo 13, e vi parteciperanno, insieme agli animatori Agesci, anche docenti, ricercatori, amministratori pubblici. "Senza voler anticipare i dati che verranno illustrati domani – aggiunge Galimi – si può dire che, mentre la scuola rappresenta per i ragazzi dell’età più piccola uno luogo piacevole in quanto da la possibilità di incontro, il 30% dei ragazzi vorrebbe trascorrere la propria giornata ideale dormendo. La Tv non rientra nell’idealità di una giornata. Interessante – aggiunge ancora il ricercatore – quanto più del 20% dei ragazzi desideri dei momenti solitari nella giornata e quanto sia importante dai 12 anni in su la possibilità di decisione autonoma dell’utilizzo del tempo". In genere, dai dati raccolti attraverso numerosi forum, è emerso che "i ragazzi più grandi mostrano una paura notevole della noia, hanno difficoltà ad utilizzare con creatività il proprio tempo e cercano il più possibile di condividerlo con altri. Questa ricerca di condivisione di tempo evidenzia la mancanza di spazi dove trascorrere in maniera autonoma il tempo. E’ quindi importante riflettere sul ruolo delle parrocchie nella disponibilità di ambienti che possano aggregare e al tempo stesso coinvolgere i ragazzi". Un tratto che accomuna pre-adolescenti e adolescenti è quello che riguarda la considerazione circa le "attività più piacevoli": in genere parlano di poter frequentare gli amici, coltivare lo sport e la musica, ma – avverte Galimi – "in spazi non strutturati e gestiti dagli adulti".