Un saluto e la benedizione dalla finestra del decimo piano policlinico Gemelli, dove è attualmente degente, mentre in piazza San Pietro il Sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Leonardo Sandri leggeva il testo delle parole per la consueta recita dell’Angelus. E’ un fatto inedito quella che domenica 27 febbraio, III di Quaresima, si è verificato: per la prima volta nel suo pontificato Giovanni Paolo II non ha partecipato direttamente all’Angelus domenicale ma si è unito alla recita dalla sua stanza di ospedale da dove ha impartito la sua benedizione.
“Vi ringrazio con affetto e sento tutti vicini spiritualmente ha detto il Papa nel suo messaggio letto da mons. Sandri – Penso a voi raccolti in Piazza San Pietro, singoli e gruppi oggi intervenuti, e a tutti coloro che da ogni parte del mondo si interessano alla mia persona. Vi chiedo di continuare ad accompagnarmi soprattutto con la vostra preghiera”. “Il clima penitenziale della Quaresima, che stiamo vivendo ha proseguito – ci aiuta a meglio comprendere anche il valore della sofferenza che, in un modo o nell’altro, tocca tutti noi. E’ guardando a Cristo e seguendolo con paziente fiducia che riusciamo a comprendere come ogni forma umana di dolore racchiuda in sé una promessa divina di salvezza e di gioia. Vorrei che questo messaggio di conforto e di speranza giungesse a tutti, specialmente a chi attraversa momenti difficili, a chi soffre nel corpo e nello spirito. A Maria, Madre della Chiesa, rinnovo il mio affidamento: Totus tuus! Ci aiuti Lei in ogni momento della vita a compiere la santa volontà di Dio. A tutti giunga la mia paterna benedizione”.