CARITAS MILANO: DAVANZO, "IL PROBLEMA DELLA CASA STA DIVENTANDO INSOSTENIBILE"

” “"L’evoluzione ci chiede, per potere rispondere alle domande attuali, una formazione permanente e lo schema di riferimento non può che essere quello, in tre passaggi, già indicato dal Concilio: vedere, giudicare agire. Mi sembra che questo ultimo monitoraggio ci debba portare a un impegno su diversi fronti. Non basta ‘tamponare le situazioni di emergenza’, si tratta di conoscerne le cause per poter operare sempre meglio e insieme". È questa l’opinione di don Roberto Davanzo, neodirettore della Caritas ambrosiana che, in tale veste, ha per la prima volta parlato ai giornalisti di nuove e vecchie emergenze, intervenendo al convegno "I bisogni e le povertà in diocesi di Milano nelle analisi dell’Osservatorio della Caritas ambrosiana", promosso ieri presso l’Università Cattolica. "Per entrare nel merito della ricerca – ha continuato Davanzo – aumenta il numero di coloro che, pur appartenendo al ceto medio, rischiano la povertà, mentre è altrettanto evidente che il problema della casa, che può diventare motivo di indebitamento insostenibile e, addirittura, di affidamento al mondo dell’usura, si fa sempre più pressante. Mi sembra allarmante anche la condizione degli emigranti, il cui problema permane come sfondo, ormai pluriennale, sulla scena del disagio. Non dimentichiamo che a tutto questo si aggancia, poi, la tematica delle nuove povertà, come quella di famiglie che devono farsi carico, ad esempio, della cura di congiunti con disabilità psichiche gravi. È ovvio che talvolta il peso da portare può diventare devastante e innescare esiti drammatici, come quelli molto recenti, o processi di impoverimento e di emarginazione quotidiana". Dalle analisi dell’Osservatorio della Caritas ambrosiana emerge che coloro che si rivolgono ai 60 Centri di ascolto della stessa caritas sono soprattutto stranieri (nel 2003 hanno superato il 73%), provenienti da 115 Paesi del mondo con un "avanzamento" dell’Europa orientale, in grandissima parte extra-comunitari, metà dei quali senza permesso di soggiorno, anche se sta calando la quota degli irregolari grazie all’ultima sanatoria. Il 65% del totale, con un divario che si amplifica per i non italiani, è costituito da donne. L’età media di chi si rivolge ai Centri è compresa tra i 18 e i 35 anni (scesa negli ultimi tre anni).