” “Sincerità, professionalità, public relations (pubbliche relazioni): sono queste, per l’arcivescovo John P.Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazione sociali, alcune delle qualità richieste alla Chiesa che vuole comunicare e intrattenere un buon rapporto con i mass media. I suoi suggerimenti sono rivolti in questi giorni agli universitari, docenti, seminaristi e autorità di Lviv, in Ucraina, dove mons. Foley è in visita in occasione delle traduzione in ucraino di alcuni documenti pontifici sulle comunicazioni sociali. “La comunicazione come stile di vita si riflette nei discorsi, nella coerenza, nella corrispondenza tra ciò che siamo e ciò che diciamo afferma -. Se i nostri pensieri non sono conformi al reale, siamo di fronte ad una sconfitta. Se le nostre parole non sono conformi ai nostri pensieri allora sconcertiamo gli altri e la nostra comunicazione risulta falsa. La falsità nella percezione e nell’espressione implica la corruzione della natura umana. Se ciò che diciamo e scriviamo non corrisponde alla nostra esperienza, abbiamo avvelenato la bontà di una comunicazione autentica”. Riguardo al rapporto tra Chiesa e mass media l’arcivescovo Foley raccomanda due aspetti in particolare: “la necessità di pubbliche relazioni e di professionalità”. “Quando parlo di pubbliche relazioni ha precisato intendo dire che bisognerebbe essere aperti e onesti nel rispondere alle domande e che dovremmo essere presenti sui media con idee valide, ad esempio cosa la Chiesa sta facendo nel servizio agli orfani, ai malati, ai poveri, senza sfruttare in nessun modo coloro che cerchiamo di servire. I media e tutta la società dovrebbero sapere ciò che di buono la Chiesa sta facendo in nome di Gesù”. La richiesta di professionalità riguarda invece la “qualità” dei media cattolici. L’arcivescovo Foley si rende conto che “spesso, una delle ragioni per cui gli sforzi della comunicazione cattolica falliscono è perché sono poveri di risorse”. Tra i consigli dell’arcivescovo come ribadito in più documenti pontifici quello di avere in “ogni diocesi, istituzione cattolica e parrocchia un piano pastorale per la comunicazione, mentre la comunicazione sociale dovrebbe essere parte di ogni piano pastorale: nell’educazione, nella carità, nel lavoro per la giustizia e la pace”.