TERRA SANTA: D.M. JAEGER (ESPERTO MEDIO ORIENTE), “VERTICE EGITTO È POSITIVO. NON FERMARSI ALLA TREGUA MA GIUNGERE AD UNA PACE DEFINITIVA”

” “”E’ un fatto positivo”. Per padre David Maria Jaeger, sacerdote francescano esperto di Medio Oriente la fine di ogni atto di violenza, concordato col premier israeliano Sharon, così come affermato oggi dal presidente palestinese Abu Mazen, al termine del vertice di Sharm el Sheikh, “servirà a rilanciare il dialogo ma bisognerà avviare in tempi rapidi i negoziati di pace”. “Non ci si può fermare alla tregua – dichiara al Sir padre Jaeger – perché la situazione non è necessariamente stabile, quindi bisognerebbe procedere quanto prima ad un trattato di pace definitivo. La Road Map, in questo senso, rappresenta solo uno strumento tra i diversi possibili. Ciò che importa è la pace definitiva”. Il rispetto della tregua da parte israeliana e palestinese deve, ad avviso dell’esperto, “nascere dalla consapevolezza di assistere all’inizio di un progresso che dovrà portare in tempi ragionevolmente rapidi verso il trattato di pace. Se tutto dovesse risolversi solo in un cessate il fuoco allora non sarà facile. La tregua non può essere fine a se stessa. Perché questa possa diventare stabile deve essere accompagnata da segni visibili e concreti verso il trattato di pace”. “Il ritiro da Gaza israeliano o la fine degli attacchi kamikaze palestinesi – aggiunge padre Jaeger – possono rappresentare dei passi essenziali ma non sono un trattato di pace. Per evitare il caos bisogna pervenire ad una pace definitiva. Non dimentichiamo, infatti, che ci sono dei nodi irrisolti tra israeliani e palestinesi (la questione dei profughi, la costruzione del muro, la politica degli insediamenti, ndr.). L’obiettivo, espresso dal presidente americano Bush è quello di vedere due stati liberi e indipendenti che vivano l’uno accanto all’altro in pace. Fa ben sperare, a riguardo, anche il riavvio di contatti ad alto livello tra l’amministrazione Usa ed il Governo palestinese”.