CONSIGLIO D’EUROPA: DE BOER BUQUICCHIO, "LE ISTITUZIONI EUROPEE SIANO PIÙ VICINE AI CITTADINI"

"La democrazia non è fatta solo di leggi e di istituzioni: sono i cittadini attivi, attenti e critici che diventano il garante del dinamismo e della solidità della democrazia. La cittadinanza democratica si impara, sin dalla più tenera età, all’interno della famiglia, a scuola, nelle associazioni sportive o ricreative, attraverso i mass media… L’educazione alla cittadinanza soprattutto non si improvvisa e nemmeno si può limitare a un corso di ‘educazione civica’". A sostenerlo è il vice segretario generale del Consiglio d’Europa (CdE), Maud De Boer Buquicchio, che in una intervista rilasciata al Sir e pubblicata domani su SirEuropa, parla della scelta del CdE di stabilire il 2005 "Anno europeo della cittadinanza attraverso l’educazione".
"La democrazia e i diritti dell’uomo – ha detto – necessitano di un quadro giuridico e istituzioni appropriate, ma anche di una cultura della democrazia e del rispetto dell’altro profondamente radicati". Non mancano, tuttavia, problemi di razzismo e xenofobia: "siamo consapevoli che atti di razzismo e d’intolleranza, di esclusione o di discriminazione delle minoranze esistono ancora in molti Paesi: basterebbe citare gli ambienti di lavoro. La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) segue da vicino la situazione all’interno dei Paesi aderenti". Parlando della modesta percentuale dei votanti alle ultime elezioni dell’Europarlamento il vice-segretario generale si è detto convinto che "i cittadini hanno bisogno di essere sicuri che il loro voto avrà un peso, di sentirsi coinvolti nella vita politica. La fatica di mostrare come le decisioni dei deputati cambino la vita quotidiana dei cittadini è cruciale. Una società democratica – ha concluso – deve offrire occasioni di democrazia partecipativa: far valere i propri diritti ma anche assumersi delle responsabilità. La sfida principale è assicurarsi che le istituzioni siano vicine e comunichino con tutti gli europei".” ”