SCUOLE MATERNE FISM: MORGANO, QUALITÀ’ RICONOSCIUTA, MA DA STATO E REGIONI “MODESTI INTERVENTI FINANZIARI”

” ““La qualità della scuola materna paritaria, in quanto inserita nel sistema nazionale d’istruzione, ha avuto un ulteriore riconoscimento dai dati diffusi nei giorni scorsi sul gradimento dei servizi apparsi su un quotidiano nazionale. L’impegno della Fism di oltre trenta anni al servizio dei bambini e della comunità locali ne risulta così premiato”: lo ha detto Luigi Morgano, segretario nazionale della Fism, dopo la pubblicazione dei risultati dell’indagine Demos sul gradimento dei servizi pubblicati ieri dal quotidiano ” La Repubblica”. Da tale ricerca è emerso che le scuole materne private sono al terzo posto , prima del sistema sanitario e dei trasporti, con il 55,3% del consenso degli intervistati che si dichiarano “moltissimo o molto soddisfatti” del servizio. “Attualmente – fa notare Morgano – il 35% dei bambini dai 3 ai 6 anni che frequentano la scuola dell’infanzia sono iscritti alle 8000 scuole federate alla Federazione italiana scuole materne (Fism) e sparse in 4.800 comuni italiani. “Il dato emerso nell’indagine Demos – prosegue il segretario della Fism – è ancora più significativo se si tiene presente che la frequenza della scuola materna paritaria comporta un maggiore onere finanziario per la famiglia a causa di una parità riconosciuta sulla carta, ma ancora incompiuta. La presenza delle scuole materne paritarie ha fatto risparmiare finora enormi oneri allo Stato, come è agevole verificare confrontando i costi di esercizio delle scuole statali”.
” “Intervenendo con una seconda nota a commento del convegno sul “Diritto all’istruzione e parità scolastica”, organizzato ieri a Roma dall’ Ufficio Scuola della Cei, la Fism sottolinea che “i modesti interventi finanziari dello Stato o delle Regioni per le scuole paritarie – per la scuola materna paritaria i contributi previsti dalla legge 62/2000 sono meno del 9% del solo costo degli stipendi del personale delle scuole statali – vengono visti da troppi come sottrazione di risorse da destinare alle scuole statali”. ” Eppure – ha proseguito Morgano – è fin troppo ovvio che ogni scuola ha costi ‘fissi’. Fino a quando tali costi non saranno assunti dalla Repubblica non si avrà equità nell’accesso al sistema nazionale di istruzione consentendo, così, solo a chi può sul piano economico la possibilità di poter scegliere la scuola, e non a tutti”.