REFERENDUM LEGGE 40/2004 : BAGGIO (MOVIMENTO DEI FOCOLARI), "LA SCELTA DEL NON VOTO E’ LA PIU’ COERENTE", "INGANNEVOLI" I QUESITI REFERENDARI

"La scelta del non voto" è "la più coerente" e "difendere" la legge 40, "pur nella sua imperfezione", significa "aprire un grande dialogo culturale". Così Antonio Maria Baggio, docente alla Pontificia Università Gregoriana, sintetizza la posizione del Movimento dei Focolari e di Famiglie Nuove in merito al referendum sulla legge sulla procreazione medicalmente assistita. "Difendere la legge 40/2004, pur nella sua imperfezione, in questo periodo che ci separa dai referendum – scrive in una nota, disponibile integralmente su "Pensare la vita", l’apposito spazio dedicato dal Sir alla legge 40/2204 (old.agensir.it) – significa aprire un grande dialogo culturale, nel quale affrontare i grandi temi ideali e politici che contraddistinguono la vita delle democrazie, per creare una comprensione più profonda e un consenso più ampio sui principi che sorreggono la comunità civile e politica, nel tentativo di trasmettere una visione dell’uomo –oggi a rischio –dove la vita e la sua dignità sia difesa in tutti i suoi aspetti, secondo giustizia". Di fronte ai referendum, per il Movimento  dei Focolari è chiaro il "no", richiesto da "motivi etici fondamentali", alle "modifiche peggiorative che essi propongono". Anche se dal punto di vista pratico, argomenta Baggio, il "no" potrebbe essere espresso sia andando a votare "no", sia attraverso i il non voto (modalità ambedue "lecite"), una "attenta e prudente valutazione della questione suggerisce la scelta del non voto come la più coerente". Innanzitutto, sostiene il Movimento dei Focolari, perché "è ai promotori del referendum che spetta di dimostrare se nel Paese esiste una maggioranza di cittadini contrari alla legge; non votare, invece, è il comportamento logico di tutti coloro che hanno sostenuto e che approvano la legge". In secondo luogo, "non votare è prassi acquisita dei cittadini italiani, che manifestano in tal modo la contrarietà o il disinteresse nei confronti dei quesiti proposti; il ‘non voto’ è uno strumento normale della competizione politica". In terzo luogo, osserva Baggio, "lo strumento del referendum è troppo rozzo per intervenire su questioni così complesse": la legge 40, che "pur imperfetta è condivisibile nei suoi principi", potrà essere "eventualmente perfezionata dal Parlamento", Infine, i quesiti referendari "sono ingannevoli: solo quello che richiede l’introduzione della fecondazione eterologa dice quello che veramente vuole: gli altri fanno intravedere la possibilità di terapie perle quali non esistono neppure le premesse,o si dichiarano a favore della salute della donna mentre produrrebbero l’effetto contrario”.