” “”Non si può ignorare la nostra storia, nella quale il Crocifisso è diventato simbolo di valori spirituali, civili, umani, che, in Italia, sono parte del patrimonio anche della cultura laica”. Così l’arcidiocesi di Modena-Nonantola, in una nota diffusa oggi, circa la mozione con la quale si chiedeva la collocazione di un Crocifisso nell’aula consiliare e che il Consiglio comunale ha respinto nella seduta del 7 marzo scorso. “La Chiesa modenese si legge nella nota – avanza perplessità sulla decisione finale, pur ritenendo di non dover entrare nella valutazione dei motivi che stanno alla base delle scelte compiute dalle varie parti politiche. Nel Crocifisso, il cristiano riconosce l’espressione centrale della propria fede. È, dunque, nella sua origine, un segno religioso e, come tale, fuori da ogni strumentalizzazione, non si intende imporlo in ogni ambiente o situazione storica”. Se la decisione del Consiglio comunale – prosegue la diocesi – “non può essere valutata come diretta offesa o disprezzo verso la fede cristiana, permane la perplessità per una scelta che sembra sottovalutare la presenza dei valori cristiani (ad esempio: la centralità della persona, la solidarietà, la famiglia, l’attenzione ai più poveri…) nella vita e nella mentalità di Modena”. In tal senso, “la decisione adottata appare un distacco (almeno dal punto di vista formale) da una lunga storia, che, pur non priva a volte di difficoltà, ha visto la città crescere con il contributo di tutti, come ci ricordano anche i segni esterni, quale la diffusa presenza dell’effigie di San Geminiano non soltanto nelle case private, ma anche in luoghi pubblici. Soprattutto, poi, la Cattedrale è un costante richiamo all’importanza e alla fecondità di un comune impegno, ciascuno nel proprio ambito, per la quotidiana costruzione di una Modena rispondente alle necessità di questi giorni. La comunità cristiana, consapevole che è con la testimonianza, nella vita personale e nell’impegno pubblico, che si deve coerentemente rendere ragione della propria fede, rinnova questa la conclusione – la volontà di contribuire, negli ambiti che le sono propri, alla crescita di una città fedele alla storia del passato ed attenta ai problemi del presente e del futuro”.