” “Grande partecipazione di folla, ieri, nelle chiese di Baghdad e in tutto l’Iraq, per la Domenica delle Palme. A raccontarlo al Sir è lo stesso patriarca caldeo della città, Emanuele III Delly: “Le chiese erano piene. La gente, anche se con un po’ di apprensione, si è recata nelle parrocchie ed ha partecipato alla processione delle Palme. Numerosi sono stati i giovani e i bambini che hanno sfilato e cantato inni”. “Le processioni afferma il patriarca – si sono svolte all’interno delle Chiese e nei cortili non solo per motivi di sicurezza ma anche per rispetto a coloro che non credono e per evitare eventuali oltraggi ai simboli della nostra fede. Va ricordato, comunque, che le processioni nelle strade della città non si tengono più dal 1918”. Quanto visto nella Domenica delle Palme, aggiunge, “ci spinge a celebrare il prossimo Triduo pasquale con fiducia e serenità. Celebreremo tutte le funzioni in programma a partire da Giovedì Santo fino a Domenica di Pasqua. Venerdì Santo si terranno le tradizionali tre prediche, dalle due del dopo pranzo fino a sera. In passato si vegliava il Sepolcro per tutta la notte sino alla Veglia del sabato. Ma da tre o quattro anni ci sono stati dei cambiamenti per motivi di sicurezza e di prudenza. Le Chiese vengono chiuse dopo il tramonto. È una comunità fiduciosa quella che si sta preparando alla prossima Pasqua. I nostri fedeli nonostante tutto non hanno avuto paura. Si sono recati nelle loro chiese in numero maggiore rispetto al passato dando una grande testimonianza di fede”. Una affluenza e partecipazione che Delly legge come “un segno, piccolo, di una progressiva normalizzazione nel Paese. Molti vengono in chiesa a pregare e chiedere al Signore il dono della pace e della sicurezza. I problemi non mancano ma stiamo sulla buona strada per ricostruire l’Iraq. Da questa Pasqua vogliamo attingere forza e speranza”. Ricordando, infine, l’appuntamento dato dal Papa a tutti i giovani del mondo a Colonia, per la XX Giornata mondiale della gioventù, il patriarca rivela: “Ci sono tanti giovani iracheni che vorrebbero partecipare alla Giornata mondiale della gioventù. Dal Patriarcato non verrà nessuno e non so se ci saranno dei giovani organizzati autonomamente. Se ci fosse la possibilità di ricevere un aiuto per consentire loro la partecipazione a Colonia credo che verranno”. I cristiani in Iraq sono una minoranza. Attualmente sono circa 700mila, (600mila sono cattolici caldei), pari al 3% della popolazione che conta circa 26 milioni di abitanti.