Non c’è solo la riforma del Patto di stabilità all’ordine del giorno del Consiglio europeo in corso da ieri a Bruxelles e che si concluderà questa sera. Il premier lussemburghese Jean-Claude Junker, che guida il summit in qualità di presidente di turno Ue, si è detto "molto soddisfatto" per il clima instauratosi fra i capi di Stato e di governo che ieri hanno dato il via libera alla riforma del Patto, prevedendo un allentamento delle misure per controllare i conti pubblici degli Stati membri, al fine di consentire investimenti per la ricerca, lo sviluppo e la competitività. Ma all’avvio dei lavori di oggi lo stesso Junker è apparso preoccupato, in ragione di un’agenda fitta di argomenti: il più rilevante è certamente la revisione a metà percorso (2000-2010) della Strategia di Lisbona, che dovrebbe fare dell’economia europea "la più competitiva al mondo", senza trascurare "la coesione sociale e la sostenibilità ambientale dello sviluppo". Ieri Junker ha ottenuto su questo tema il sostegno della Ces (sindacati europei) e dell’Unice (imprenditori europei), ma ogni decisione deve essere assunta dal summit in parallelo rispetto al nuovo Patto di stabilità. Fra gli altri punti in discussione c’è la direttiva Bolkestein, che prevede la liberalizzazione del settore dei servizi, che il presidente francese Jacques Chirac ha giudicato "inaccettabile". Nella seduta di oggi si parlerà anche della revoca dell’embargo delle armi alla Cina, delle Prospettive economiche e finanziarie 2007-2013 (ossia il "bilancio pluriennale" dell’Unione) e della nomina dell’americano Wolfowitz alla guida della Banca mondiale, che ha suscitato ieri sera una presa di posizione perplessa da parte dei ministri degli esteri dei Venticinque. ” ”