” ““Con la mente e con il cuore sono vicino a voi, riuniti presso la tomba dell’apostolo Pietro per la Santa Messa in Cena Domini, che costituisce il primo atto del triduo pasquale, culmine dell’anno liturgico”. E’ il messaggio di saluto inviato da Giovanni Paolo II ai partecipanti alla messa “nella cena del Signore”, presieduta questo pomeriggio nella Basilica Vaticana dal card. Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. “In questa sera del Giovedì Santo prosegue il Papa Cristo ci invita a tornare spiritualmente con lui nel cenacolo, per farci entrare in profondità nel mistero della sua Pasqua”. Poi il Pontefice si sofferma sui “due segni”, compiuti da Gesù, che caratterizzano la liturgia di oggi: il rito della lavanda dei piedi e l'”istituzione” dell’Eucaristia. “Lavò, dapprima, i piedi agli apostoli, volendo dare loro l’esempio di un amore che si fa umile e concreto servizio. Poi consacrò il pane e il vino, quale sacramento del suo corpo e del suo sangue, dati in sacrificio per la nostra salvezza. E proprio al sacramento dell’Eucaristia ho voluto dedicare l’anno che stiamo vivendo: esso trova nella presente celebrazione un suo momento altamente significativo”. “Immersi in questo mistero della Pasqua ha detto il card. Lopez Trujillo al termine dell’omelia la nostra fervida preghiera è per il Santo Padre, strenuo difensore e testimone di ciò che è la vera qualità di vita, che dobbiamo proclamare e difendere, grati al Signore della vita per il suo servizio così generoso alla Chiesa e all’umanità”. Nell’omelia, il cardinale ha denunciato la “profonda disumanizzazione” che caratterizza la nostra società, dominata da una “cultura del godimento” e” e dal “vuoto” che oggi “trascina certi progetti politici e alcuni parlamenti contro l’identità e la missione della famiglia e la dignità della vita”.